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La Piega, Leibniz e il Barocco di Deleuze

Anche i detrattori di Deleuze dovranno onestamente ammettere quanto sia di valore e affascinante la prospettiva che questo testo dispiega…tra le sue pieghe barocche, che si estendono poi a Kant e al Novecento, ma come tutti i testi potenti, attuale, sempre molto attuale.

L’argomento di “La piega, Leibniz e il Barocco” di Deleuze era già preceduta da “Essais critique” di Roland Barthes, da “Encore” di Lacan e in particolare per Leibniz ricordiamo “Le systeme de Leibniz” di Serres ripetutamente citato da Deleuze.

Il Barocco produce di continuo pieghe, curva e ricurva, le porta all’infinito, piega su piega. Il suo tratto distintivo è dato dalla piega che si prolunga all’infinito.

Un labirinto è detto molteplice, in senso etimologico, poiché ha molte pieghe, il molteplice non è soltanto ciò che ha molte parti, ma è anche ciò che risulta piegato in molti modi. Occorre una crittografia capace, a un tempo di enumerare la natura e di decifrare l’anima, che penetri nei ripiegamenti della materia e che legga al contempo nelle pieghe dell’anima.

Di sicuro i due piani comunicano. La materia scatena vibrazioni, attraverso alcune piccole aperture che si trovano al piano inferiore. Leibniz mette in scena un grande allestimento barocco tra il piano inferiore munito di finestre e il piano superiore cieco e chiuso, ma risonante come una sala di musica. Viene utilizzata anche l’immagine delle venature del marmo. Materia e anima marmorizzate in modo diverso.

La spiegatura non è il contrario della piega, ma segue la piega fino al formarsi di un’altra piega e piegare- spiegare non significa più soltanto tendere- distendere, contrarre- dilatare, a avviluppare- sviluppare, involvere- evolvere. L’organismo è caratterizzato dalla capacità di piegare le sue parti all’infinito e di dispiegarle, non all’infinito, ma fino al grado di sviluppo della singola specie.

Quando un organismo muore, poi non si annulla a causa di questo, ma si involve e si ripiega bruscamente nel seme riaddormentato. Spiegare equivale a aumentare, a crescere, mentre piegare equivale a ridurre, a diminuire, a rientrare nell’avvallamento di un mondo. Quando Leibniz parla degli abiti sovrapposti di Arlecchino, l’abito di sotto non è lo stesso dell’abito di sopra, si tratta di un metaschematismo, ogni animale è duplice, eteromorfo come la farfalla ripiegata nella crisalide che poi si spiega. Il duplice può essere anche simultaneo, nella misura in cui l’ovulo non è un semplice involucro, ma una parte di cui l’altra si trova nell’elemento maschile. Vedete che si può vedere il mondo con un altro sguardo dopo aver letto questo libro.

Un labirinto, spaventa, ma al tempo stesso stimola alla ricerca, non della via d’uscita, ma del nostro Sé, del centro.

L’universo non è un grande vivente, o l’Animale in sé, Leibniz rifiuta questa ipotesi, anche quella di uno spirito universale, gli organismi mantengono un’individualità irriducibile, l’ambiente che ospita gli organismi non è un essere vivente, ma un vivaio, le pieghe organiche passano tra quelle inorganiche, tutto non è pesce, ma vi sono pesci dappertutto, non si tratta di universalità, ma di ubiquità del vivente. Paul Klee definisce inflessione l’elemento genetico ideale della curvatura variabile o della piega, la enuclea come elemento genetico della linea attiva, spontanea, testimoniando la sua affinità con il Barocco e con Leibniz, in opposizione a Kandisky, cartesiano, per il quale gli angoli sono duri, il punto è duro, messo in movimento da una forza esterna. Linea attiva che si concede degli svaghi in tutta libertà. Il fine ultimo è rappresentato dalla movenza deambulatoria, senza altri scopi particolari.

Così va affrontato un percorso breve o prolungato di crescita personale, anseatico, zigzagante, tra le pieghe di noi stessi.

Un viaggio in cui il Consulente filosofico trova punti nevralgici o fecondi tra le pieghe del cliente e gli suggerisce di andare a vedere, osservare tra le pieghe della sua individualità irriducibile in cui piano piano, senza fretta, ma in modo continuo si sanano le pieghe- piaghe del nostro imperfetto e meraviglioso Essere…

Scopri di più da Monica Mazzini

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