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Eros e Civiltà

I problemi psicologici e le categorie psicologiche diventano socio-politiche questo occorre tenerlo presente quando lo si studia e si prendono in esame le diverse teorie, non è a mio avviso l’unica chiave di lettura, ma andiamone a scoprire i risvolti. Si parte dall’affermazione di Freud che la civiltà è basata sulla repressione degli istinti umani, la felicità viene subordinata al lavoro, alle leggi e alla riproduzione monogamica. Si verifica il sacrificio sistematico della libido, dell’eros e dell’altrettanto funesto suo antagonista il thanatos, istinto di morte, queste due opposte e complementari energie vengono inibite, l’uomo diventa essere umano in virtù di questa trasformazione.

Ciò che Freud chiama il passaggio dal “principio di piacere” a quello di realtà.

Da animale, da essere primitivo, istintuale che sfogava l’energia libidica, l’individuo sviluppa la ragione, la memoria, il giudizio, diventa un soggetto conscio e pensante. La funzione di scarica motoria che sotto la supremazia del principio di piacere, serviva ad alleggerire l’apparato psichico dagli stimoli, viene obbligatoriamente convertita in azione. Questo passaggio, imposto dall’esterno, rappresenta il grande sviluppo traumatico tanto dell’individuo singolo, quindi ci si riferisce

all’ontogenesi e alla filogenesi. Questi due piani sono correlati.

Filogeneticamente è il padre primordiale, archetipo di potere che costringe i figli a rinunciare al piacere. La “penuria”, concetto chiave, tenetelo in considerazione, insegna agli uomini che non è possibile soddisfare liberamente i propri impulsi istintuali.

Freud è convinto che una civiltà non repressiva sia impossibile!

Centrale l’importanza della memoria.

Il ricordo degli istinti soddisfatti nell’infanzia personale o del mondo, permette di riscoprirli a livello conscio sublimandoli, mediante meccanismi di proiezione, oppure interviene la regressione attraverso la reverie, il sogno a occhi aperti, molto noti i meccanismi che la psicoanalisi prende in esame per trasformare le istanze libidiche in modi consoni che permettano agli uomini di vivere nella realtà e sopperire ai bisogni. A proposito della memoria, c’è un riferimento alla Recherche di Proust che vi invito a leggere come possibilità di liberazione, verso la fine del testo.

L’io coordina organizza e controlla gli impulsi dell’Es in modo da ridurre al minimo i conflitti con la realtà. Il Super -io rappresenta tutte quelle regole che l’individuo introietta, sono doveri che reprimono o trasformano gli impulsi libidici. Ma il discorso non è così semplicistico.

Questa sorta di felicità che ogni persona ricerca viene goduta da ognuno di noi in modo solo frammentario, durante le pause dal lavoro, ma vi permane sotteso il conflitto tra sessualità e civiltà. Qui il problema. Corpo e anima sono ridotti a strumenti di lavoro alienato.

Viene spiegato chiaramente che il tempo condiziona il piacere,infatti, se supponiamo questo conteggio sommario: tra lavoro, preparazione e viaggio si contano dieci ore spese in media, sommatene altre 10 per i bisogni biologici di nutrimento e sonno, rimangono 4 ore giornaliere per il piacere che però, è senza tempo, governa l’Es e si ribella allo smembramento temporale. Sembriamo costretti ad accettare la terribile ipotesi secondo la quale, nella struttura e nella sostanza stessa di ogni sforzo umano socialmente costruttivo, è incorporato un principio di morte. Terribile questa distruttività incanalata a fini sociali e è il Super -io a costruire aizzando l’Io contro l’Es.

Ma questa drammatica analisi della struttura psichica della personalità è costretta a risalire al di là della prima infanzia. Otto Rank afferma che nella personalità opera “un senso biologico di colpa” che risale alla preistoria della specie, è eredità arcaica, memoria filogenetica e la civiltà matura continua a essere inevitabilmente condizionata da questa immaturità psichica arcaica.

L’evolversi del dominio paterno, in un sistema statale sempre più potente, viene amministrato dai maschi ed è una continuazione della repressione primordiale che ha come scopo la sempre più rigida esclusione della donna considerata pericolosa per il potere sessuale che esercita. Qui davvero potrete avere occasione di riflettere sulle radici arcaiche del patriarcato, ma anche su un periodo di matriarcato relativamente lungo che viene descritto da Marcuse anche in termini sociali e religiosi.

Queste istanze psichiche e sociali, i bisogni e le relazioni vanno fatte oggetto di riflessione.